Ferdinando Fava

Docente universitario

Biografia

Ferdinando Fava insegna antropologia urbana nell'Università degli studi di Padova (Italia) presso il Dipartimento di Scienze Storiche, Geografiche e dell'Antichità (DiSSGeA). È ricercatore membro del Laboratoire Anthropologie/Architecture (LAA) dell'École Nationale Supérieure d’Architecture de Paris-La Villette (France) dove coordina l'asse di ricerca “Etre habitant”. E' anche ricercatore titolare del Laboratoire Architecture Ville Urbanisme Environnement
(LAVUE). Al centro delle sue ricerche vi è l'analisi dei processi socio-istituzionali di produzione della aree marginali urbane (paradigmatica al riguardo la sua ricerca sul complesso di edilizia pubblica dello Zen di Palermo) come anche dell'epistemologia, dell'etica e della politica della ricerca sul campo che queste aree e i loro abitanti desidera comprendere. Tra le sue ultime pubblicazioni: "El antropologo en la escena etnografica. Implicación y lazo
emergente (Editorial SB, 2020), “Covid19: invisible and intouchable comme nos liens ”in Selim M. (ed) Anthropologie d'une pandemia (L'Harmattan, 2020); “Illusion of Immediate Knowledge or Spiritual Excercise? The Dialogic Exchange and Pierre Bourdieu's Ethnography ", in Biscaldi A., Matera V. (eds), Ethnography. A Theoretically Oriented Practice (Palgrave, 2021).

21.00 - 22.30

Martedì 18 Maggio

Conta più chi sei o dove vivi? Le traiettorie delle diseguaglianze nell'abitare urbano

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Attraverso il riferimento ad immagini e percezioni di ‘periferie’ statunitensi ed italiane, l'intervento intende evidenziare i limiti di un approccio standard ancorato ad un’idea tipizzata, omogeneizzante e stigmatizzante dei quartieri più vulnerabili, con un focus sull’effetto del distanziamento sociale e sulla comunicazione mediatica della pandemia nella suddetta cornice. Dai “piedi adesivi” incollati a terra nei negozi, ai pannelli, dentro e fuori questi spazi, invitanti a mantenere la “distanza sociale” nelle file d’attesa, sino alle mappe che proiettano in tempo reale la distribuzione dei contagi, dei decessi, e i cluster che li localizzano per aree geografiche a diverse scale: le pratiche, i linguaggi e le rappresentazioni dello spazio hanno segnato il medium del contagio come quello della sua prevenzione. Elementi centrali di questo “fatto sociale totale” che è la pandemia da covid19, ci confrontano ancora una volta con "chi vogliamo essere" e sul "dove desideriamo vivere".