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La IV edizione di RiFestival si svolgerà dal 16 al 19 aprile 2020 e avrà come tema “Resistenze. Un altro mondo è possibile!”

Dai un’occhiata QUA.

No. Gli incontri di RiFestival e Festival dell’antropologia sono gratuiti.

No. L’ingresso agli eventi è libero e gratuito fino a esaurimento posti: per questo motivo ti consigliamo di arrivare con largo anticipo rispetto all’orario indicato sul programma. L’ingresso non è garantito con aule al completo.

A Bologna, in zona universitaria. La maggior parte dei seminari si terrà nelle aule di via Zamboni 38, mentre al Teatro comunale e alla Scuderia – FF Living Lab in Piazza Verdi si terranno il resto degli incontri. Sempre in Piazza Verdi si troverà il nostro banchetto informativo, un book corner e uno spazio espositivo per associazioni e enti che hanno voluto sostenere RiFestival. Controlla la mappa per saperne di più.

QUI puoi consultare la mappa e creare il tuo itinerario fino ai luoghi di interesse.

Puoi trovare tutte le informazioni al riguardo QUI

Visita spesso la sezione del sito riservata al programma e seguici sui social: Festival dell’antropologia su Facebook (occhio, è il canale su cui siamo più attivi!) e Instagram; RiFestival su Facebook, InstagramTwitter; Un altro mondo è possibile su Facebook. Altrimenti contattaci a info@rifestival.it

Sarà attiva una diretta Facebook sulla pagina RiFestival per una conferenza al giorno, tra cui quella di apertura di Giovedì 16 Aprile e quella di chiusura di Domenica 19 Aprile.

L’evento è organizzato da Un altro mondo è possibile APS, circolo Arci bolognese dal 2018, ed è promosso dall’associazione studentesca Rete degli Universitari.

Dopo l’inaspettato successo della prima edizione Festival dell’antropologia, manifestazione nata un po’ per caso nel 2017, ci è sembrato scontato proseguire il bel percorso di partecipazione avviato provando a offrire una Casa a chi sentiva la necessità di informarsi, partecipare, organizzarsi e lottare per un altro mondo possibile.

Per questo abbiamo provato a inserirci a gamba tesa in un settore, quello dei festival culturali di massa, che da decenni è appaltato quasi esclusivamente a fondazioni bancarie, grandi assicurazioni, oligopolisti dell’energia: senza i  cospicui finanziamenti delle grandi multinazionali i festival culturali di questo paese sono destinati a un inesorabile fallimento. Abbiamo voluto dimostrare che è possibile realizzare un festival culturale che punta a diventare di massa in modo totalmente altro, organizzato dal basso, per fornire chiaramente la prospettiva secondo la quale il mondo che conosciamo sia profondamente ingiusto e, quindi, che il contributo della cultura al dibattito pubblico debba essere necessariamente finalizzato alla trasformazione dell’esistente.

In sintesi, lo facciamo perché ci sembra la cosa giusta da fare.
Anche tu puoi fare la cosa giusta: DONA.

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