Diventa volontario

Dalle nostre parti consideriamo la partecipazione come processo, non come “sedie da riempire”.

Abbiamo immaginato un altro modo di fare cultura, un modo che non si limiti alla staticità dell’ascolto. Al contrario, crediamo in una cultura che stimoli le persone verso un impegno concreto che, oltre alla discussione riguardo le contraddizioni del presente, riesca a mobilitare cognitivamente chi questo presente non vuole più viverlo da spettatore. 

Ci siamo posti l’obiettivo di coinvolgere il maggior numero di persone possibile, tutte diverse, tutte insieme. Siamo ambiziosi, non lo neghiamo, ma la volontà di provare a costruire un altro mondo possibile, seppur nel nostro piccolo, ci impone di continuare su questa strada: quella della partecipazione, della cultura, della militanza

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Perché un crowdfunding?

La storia è semplice: realizzare un progetto culturale che ambisce a diventare di massa non è né semplice né gratis.

Nel 2019 abbiamo coinvolto più di 100 ospiti, toccato i 25 mila ingressi grazie allo sforzo di circa 200 volontari e volontarie. Per ottenere questo risultato abbiamo costruito un percorso ricco di assemblee, riunioni e nottate in bianco per pensare temi, contenuti, ospiti, spazi, logistica, comunicazione.

Realizzare tutto questo è organizzativamente ancora più complesso se non lo si fa sotto il mandato del padrone di turno che finanzia le iniziative, fornisce supporto logistico e/o detta la linea al comitato scientifico. La stragrande maggioranza dei grandi progetti culturali in Italia è infatti posseduta e/o dopata dalla benevolenza di fondazioni bancarie, grandi assicurazioni, oligopolisti dell’energia. E, beninteso, non c’è nulla di male se si riesce a mantenere un profilo di indipendenza nel pensiero e nei contenuti, ma allo stesso tempo questo folle meccanismo di finanziamento crea delle gigantesche barriere all’entrata nel settore della divulgazione culturale che rende quasi impossibile proporre un modello diverso o alternativo.

Noi pensiamo che ci sia bisogno di altro.

C’è bisogno di pensare spazi pubblici dove produrre pensiero critico fuori da quel modello, perché la cultura, per avere una funzione di trasformazione della società, deve essere plurale e mai monolitica.

Ora, quindi, arriva il difficile: per dare gambe ai grandi progetti c’è bisogno del sostegno di tutti e tutte.

Affittare un palco e organizzare un concerto, dare vita ad una performance teatrale, chiamare ad intervenire un ospite dall’altra parte del mondo o, banalmente, stampare dei volantini… ha un costo, anche piuttosto elevato.

Se raggiungeremo la cifra necessaria per poter andare avanti continueremo nel nostro tentativo di bypassare questo meccanismo di finanziamento, altrimenti sarà stato un bellissimo viaggio.

La libertà è la cosa più importante che abbiamo. 
Paga la nostra libertà, la libertà paga. Sempre.

Hai idee da proporre per RiFestival2019?

Se vuoi dare il tuo contributo proponendo ospiti, tematiche, eventuali workshop o documentari, invia una mail a info@rifestival.it (se vuoi proporti come speaker o moderatore, invia anche una tua breve bio).

Se la tua idea sarà compatibile con il resto della manifestazione potrà essere presente nel programma di RiFestival 2020!