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A cosa ci servono i soldi?

 

Purtroppo, mettere in piedi un progetto culturale che ambisce a diventare di massa non è né semplice né gratis.

Bisogna pagare i fornitori, affittare spazi, stampare pubblicità, rimborsare gli ospiti e, viste le rinnovate esigenze del 2021, fare in modo che i nostri eventi siano sicuri al 100%, garantendo distanziamento fisico ed evitando assembramenti.

Crediamo che ci sia bisogno di ripensare gli spazi pubblici dove si produce pensiero critico, anche fuori dai soliti meccanismi di finanziamento grazie ai quali esistono i numerosi festival culturali del nostro paese. Perché la cultura, per avere una funzione di trasformazione della società, deve essere plurale, e mai monolitica.

Ormai da molti anni cerchiamo di affiancare ai classici meccanismi di finanziamento, dei progetti di autofinanziamento e  collaborazione con le realtà del territorio emiliano-romagnolo. Nonostante questo, una delle nostre entrate principali consiste ancora nelle donazioni.
Sono le donazioni che permettono a RiFestival e al Festival dell’antropologia di rimanere quei punti di riferimento culturale, dentro e fuori il panorama Bolognese.

Finora siamo sempre riusciti a sopravvivere, ma non possiamo dare niente per scontato. Quest’anno come gli altri anni, senza donazioni RiFestival potrebbe essere costretto a fermarsi.